Art 7 statuto dei lavoratori: quando scattano le sanzioni?

Come sono regolate le sanzioni ai dipendenti dall’art 7 statuto dei lavoratori

L’art 7 statuto dei lavoratori prevede per i datori di lavoro l’obbligo di affiggere in azienda, in un luogo accessibile a tutti, le norme e le relative sanzioni applicate in caso di infrazioni o inadempimenti contrattuali. Tali regole devono corrispondere a quanto stabilito da accordi e contratti di lavoro, ove esistano.

Per quanto riguarda l’effettiva adozione di un provvedimento nei confronti di un dipendente, il datore di lavoro deve prima aver contestato al lavoratore il fatto e avergli dato la possibilità di difendersi. Se lo ritiene opportuno, il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce, o conferisce mandato.

È bene precisare che, sempre stando a quanto definito dall’art 7 statuto dei lavoratori, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale, possono essere applicati solo dopo cinque giorni dalla contestazione del fatto inviata in forma scritta dal datore di lavoro.

Limiti alle sanzioni: cosa definiscono lo statuto lavoratori e la legge 604/1996

La legge n. 604 del 15 luglio 1966 dispone inoltre che il datore di lavoro non può applicare sanzioni che comportino mutamenti definitivi del rapporto con il lavoratore. Allo stesso modo non è possibile sanzionare un dipendente con una multa d’importo superiore a quattro ore della retribuzione base, né con una sospensione dal servizio e dalla retribuzione, che si protragga per più di dieci giorni.

Fanno eccezione alcune procedure analoghe previste dai contratti collettivi di lavoro. In ogni caso il dipendente sanzionato ha la facoltà di ricorre all’autorità giudiziaria entro venti giorni dall’applicazione della pena. È possibile, infatti, richiedere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato tramite l’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, chi è iscritto ad un’associazione sindacale può farlo anche per mezzo della stessa.

Cosa fare in caso di licenziamento disciplinare o sanzione illegittimi

Tale collegio dovrà essere composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo soggetto indicato di comune accordo da datore e dipendente o, nel caso non si riesca a raggiungere un compromesso, nominato dal direttore dell’ufficio del lavoro. Ricorrendo al collegio, l’applicazione della sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia dello stesso.

Nel momento in cui il dipendente si rivolge all’ufficio del lavoro, viene inviato al datore un invito a nominare il proprio rappresentate per il collegio. Se questi non provvede a presentare un candidato entro dieci giorni dalla ricezione dell’invito, la sanzione disciplinare non ha alcun effetto.

Ricordiamo infine che in caso di licenziamento disciplinare, ossia a fronte di un comportamento scorretto del dipendente, il lavoratore licenziamento può impugnare il licenziamento e richiedere l’esame di un Tribunale. Il Giudice si occuperà poi di verificare l’effettiva sussistenza dei fatti e la proporzionalità tra fatto contestato e sanzione applicata.

 

Licenziamento Giusta Causa

Dimissioni volontarie online Dimissioni volontarie online: la nuova procedura introdotta dal Jobs Act L’entrata in vigore dei decreti attuativi Jobs Act ha modificato la procedura di presentazione delle dimissioni volontarie. Il Governo e il Ministero del Lavoro sono già al lavoro per mettere a punto un nuovo modulo per le dimissioni online, attraverso il quale i lavoratori p...
Jobs Act part time più flessibile: ecco cosa cambia Jobs Act part time 2015: maggiore flessibilità per i contratti a tempo parziale Il part time diventa più flessibile con il Jobs Act. Le aziende possono utilizzare il lavoro supplementare e inserire clausole elastiche. Queste le principali novità della riforma del lavoro a tempo parziale contenuta nel decreto legislativo 81/2015, anche se manca anc...
Contributo di licenziamento: di cosa si tratta e come funziona Contributo di licenziamento cos'è e quando è previsto L’azienda che decide di licenziare un dipendente deve sostenere una spesa obbligatoria, che prende il nome di contributo di licenziamento. Si tratta di una forma di contribuzione, introdotta dalla legge Fornero, finalizzata al finanziamento delle prestazioni di disoccupazione erogate attraverso...
Jobs Act legge: i punti centrali della riforma Jobs Act legge testo: quali sono le novità? Il Job Act ha riscritto molti elementi che interessano la realtà professionale di imprenditori e lavoratori dipendenti, cerchiamo di mettere in luce gli aspetti centrali di questa materia. Jobs Act legge: i passaggi chiave della riforma È stato introdotto il contratto a tutele crescenti: i nuovi dipend...
Preavviso licenziamento: quando è previsto? Preavviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo I Contratti Collettivi Nazionali definiscono, per ogni livello di inquadramento, un determinato periodo di preavviso che il datore di lavoro e il dipendente devono rispettare in caso di recessione unilaterale dal contratto per giustificato motivo. Istituito a tutela della parte che su...
Licenziamento illegittimo conseguenze prima e dopo il Jobs Act Licenziamento illegittimo conseguenze se nullo o inefficace Licenziamento illegittimo conseguenze, quali sono? Il licenziamento di un singolo lavoratore è previsto solo in presenza di giusta causa o giustificato motivo (oggettivo o soggettivo). Qualora il provvedimento manchi di una ragione che rientri in queste due categorie, si parla di illegitt...
Differenza dimissioni licenziamento: quali le principali? Differenza dimissioni licenziamento: cosa cambia Licenziamento e dimissioni sono i due atti che permettono la conclusione anticipata e unilaterale del rapporto di lavoro. Le dimissioni sono il documento con cui il lavoratore dipendente recede il contratto di lavoro e hanno effetto nel momento in cui ne viene data comunicazione al datore di lavoro....
Riforma articolo 18 licenziamenti Riforma Articolo 18 licenziamenti: cosa cambia per i neoassunti Il Jobs Act varato dal Governo Renzi definisce una riforma dell’articolo 18 e una conseguente modifica delle norme previste per il licenziamento dei lavoratori dipendenti. Per i nuovi assunti vigono, infatti, regole diverse da quelle applicate a quanti sono già in possesso di contratt...
art 7 statuto dei lavoratori