Contributo di licenziamento: di cosa si tratta e come funziona

Contributo di licenziamento cos’è e quando è previsto

L’azienda che decide di licenziare un dipendente deve sostenere una spesa obbligatoria, che prende il nome di contributo di licenziamento. Si tratta di una forma di contribuzione, introdotta dalla legge Fornero, finalizzata al finanziamento delle prestazioni di disoccupazione erogate attraverso la NASPI (Nuova prestazione dell’Assicurazione sociale per l’impiego).

È una spesa che l’impresa deve sostenere a prescindere dagli eventuali esborsi legati al rimborso dovuto a un dipendente licenziato illegittimamente o all’esito positivo di un’offerta di conciliazione. In seguito alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, dalla quale derivi il diritto al trattamento di disoccupazione (art. 1, co. 250, L. 228/2012) infatti, il datore di lavoro deve versare una somma una tantum.

Contributo di licenziamento esclusioni: quando non è dovuto

L’obbligo di versare il contributo di licenziamento sussiste indipendentemente dal fatto che il lavoratore abbia o meno i requisiti per l’effettiva fruizione dell’indennità di disoccupazione. In altre parole, il datore di lavoro è tenuto all’assolvimento della contribuzione in tutti i casi in cui la fine del rapporto generi in capo al lavoratore il diritto, anche se solo teorico, alla NASPI.

A tal proposito è fondamentale però che il rapporto di lavoro sia cessato per una delle cause che danno diritto alla NASPI. Tra queste troviamo le dimissioni per giusta causa o avvenute durante il periodo di maternità (che include tutto il periodo di gestazione e prosegue fino a un anno di età del bambino). Sono incluse anche le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro e i casi di licenziamento durante l’apprendistato.

Per il periodo 2013- 2015, il contributo non è dovuto nemmeno per i licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali sono seguite assunzioni presso altri datori di lavoro, o in attuazione di clausole sociali che assicurano la continuità occupazionale prevista dai CCNL.

Calcolo contributo di licenziamento NASPI

La somma dovuta è pari al 41% del massimale mensile previsto per la NASPI per ogni 12 mesi di anzianità di servizio maturata dal dipendente presso l’impresa negli ultimi 3 anni. Di conseguenza il contributo di licenziamento è pari a:

  • 41% del massimale mensile NASPI in caso di anzianità aziendale di un anno
  • 82% del massimale mensile NASPI con un’anzianità di 2 anni
  • 123% del massimale mensile NASPI per i soggetti con un’anzianità aziendale da tre anni in su.

Al fine di semplificare il calcolo del contributo, l’originario parametro assunto come base cui applicare l’aliquota (il trattamento NASPI spettante al lavoratore) è stato sostituito da un massimale mensile. Tale somma, per il 2015 è stata fissata a 1.195,37 euro. La cifra viene annualmente rivalutata sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo intercorsa nell’anno precedente.

 

Licenziamento Giusta Causa

Differenza dimissioni licenziamento Differenza dimissioni licenziamento: cosa cambia Licenziamento e dimissioni sono i due atti che permettono la conclusione anticipata e unilaterale del rapporto di lavoro. Le dimissioni sono il documento con cui il lavoratore dipendente recede il contratto di lavoro e hanno effetto nel momento in cui ne viene data comunicazione al datore di lavoro....
Licenziamento periodo di comporto, quando si verifica la rinuncia? Cos’è il licenziamento periodo di comporto Il periodo di comporto è l’arco temporale in cui il dipendente assente per malattia ha diritto a conservare il posto di lavoro, ossia non può essere licenziato. Fanno tuttavia eccezione i licenziamenti per giusta causa, giustificato motivo oggettivo o totale cessazione dell’attività di impresa. In tutt...
Preavviso licenziamento: quando è previsto? Preavviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo I Contratti Collettivi Nazionali definiscono, per ogni livello di inquadramento, un determinato periodo di preavviso che il datore di lavoro e il dipendente devono rispettare in caso di recessione unilaterale dal contratto per giustificato motivo. Istituito a tutela della parte che su...
Dimissioni volontarie online Dimissioni volontarie online: la nuova procedura introdotta dal Jobs Act L’entrata in vigore dei decreti attuativi Jobs Act ha modificato la procedura di presentazione delle dimissioni volontarie. Il Governo e il Ministero del Lavoro sono già al lavoro per mettere a punto un nuovo modulo per le dimissioni online, attraverso il quale i lavoratori p...
Art 7 statuto dei lavoratori: quando scattano le sanzioni? Come sono regolate le sanzioni ai dipendenti dall’art 7 statuto dei lavoratori L’art 7 statuto dei lavoratori prevede per i datori di lavoro l’obbligo di affiggere in azienda, in un luogo accessibile a tutti, le norme e le relative sanzioni applicate in caso di infrazioni o inadempimenti contrattuali. Tali regole devono corrispondere a quanto stab...
Art 2119 codice civile e giusta causa di licenziamento Cos’è la giusta causa di licenziamento secondo l’art 2119 codice civile Un lavoratore dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato può essere licenziato in tronco solo a fronte di una giusta causa di licenziamento. La nozione di giusta causa è espressa nell’art 2119 codice civile, che la definisce come un impedimento di una gravità tale ...
Licenziamento lavoratore domestico Licenziamento lavoratore domestico Inps: quando è possibile Chi sono i lavoratori domestici? Si definiscono lavoratori domestici tutti i soggetti che lavorano in modo continuativo per far fronte a necessità legate alla vita familiare del datore di lavoro, ad esempio colf, assistenti familiari, baby sitter, governanti, cuochi ecc. Rientrano nella c...
Licenziamento Job Act: cosa cambia per i lavoratori? Licenziamento Job Act articolo 18 Con il Jobs Act il Governo Renzi ha deciso di cambiare le regole previste per il licenziamento dei lavoratori dipendenti. Gli assunti a partire dal 2015 non avranno infatti le tutele previste dall'articolo 18, che fino al 2014 prevedeva il reintegro del dipendente in azienda in caso di licenziamento illegittimo. M...
contributo di licenziamento